Trattamento antitarlo al Museo Pietro Brazzà di Moruzzo (UD)

L’intervento del Centro Italiano Antitarlo per la difesa degli oggetti della collezione di arte tribale esposti nel museo

Il Centro Italiano Antitarlo ha condotto una disinfestazione antitarlo all’interno del Museo Storico “Pietro di Brazzà  Savorgnan” a Moruzzo, in provincia di Udine.

Protagonista scomodo del colonialismo francese, Pietro Paolo Savorgnan di Brazzà (1852-1905) era un esploratore di nobili origini friulane che, dopo aver assunto la cittadinanza francese nel 1874, condusse diverse spedizioni in Africa equatoriale. Grazie ad accordi con diversi capi del Basso Congo, assicurò alla Francia il possesso di un vasto territorio e fondò Brazzaville, attuale capitale del Paese. Lontano dalle politiche adottate dagli altri esploratori bianchi dell’epoca, era famoso per i suoi metodi non violenti e per la sua repulsione verso lo sfruttamento coloniale, di cui tentò di denunciarne gli orrori.

Il museo di Moruzzo documenta la vita e le opere di questo importante personaggio con una collezione di immagini e oggetti di arte tribale africana dello sceicco Detalmo Pirzio-Biroli.

Una testimonianza di enorme portata storica che stava per essere compromessa da un’infestazione di tarli estesa, oltre che sugli oggetti della collezione, anche sulla trave portante della sala espositiva.

Dopo un accurato sopralluogo, i professionisti del Centro Italiano Antitarlo sono intervenuti sulla trave con il trattamento antitarlo termocontrollato ThermoSystem® e hanno sottoposto le statue, le maschere e gli oggetti in legno a disinfestazione anossica ZeroSystem®.

Il primo dei due trattamenti sfrutta l’innalzamento della temperatura per eliminare i tarli in tutte le loro forme biologiche, senza l’impiego di sostanze chimiche; il secondo trattamento causa l’eliminazione dei tarli mediante la sottrazione di ossigeno. Gli oggetti della collezione sono stati avvolti in involucri stagni e portati in condizioni anossiche: la disinfestazione è stata condotta senza l’utilizzo di ulteriori gas, che avrebbero rischiato di danneggiare i manufatti.

Ecologici ed efficaci, questi due metodi hanno consentito un intervento veloce e la riapertura al pubblico degli spazi subito dopo la loro disinfestazione.

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