Primavera? Tempo di tarli!

Cosa succede con l’aumento delle temperature? Quali sono i rischi per i manufatti e per l’uomo?

Arriva la Primavera, stagione degli alberi in fiore… e dei tarli che si riproducono e si diffondono infestando gli ambienti. È in questo periodo che la loro attività si fa sempre più minacciosa per l’incolumità degli oggetti in legno.

Un pericolo reale, da fronteggiare in modo adeguato non appena si colgono i segni di un attacco di tarli in atto. Le specie di tarli più diffuse sono gli Anobidi ed i Cerambicidi. I primi attaccano mobili antichi, carta e altri materiali di origine vegetale. Al contrario di quanto succede con i tarli Cerambicidi, questa famiglia di insetti provoca danni estetici più che strutturali, in quanto le loro gallerie attraversano solo lo strato superficiale dell’alburno e non quello del durame. Questi insetti però rappresentano una manaccia anche per l’uomo, che può diventare bersaglio di continue punture dei parassiti delle larve dei tarli.

I tarli Cerambicidi, soprannominati anche Capricorni delle case, attaccano prevalentemente vecchie travi in legno perché in esse sono contenute le sostanze azotate necessarie per digerire la lignina di cui si nutrono. Ciascuna femmina è in grado di deporre fino a cento uova sulla superficie e nelle fessure del legno, da cui si sviluppano larve che arrivano fino a cinque centimetri e che scavano nel legno fino a raggiungere l’alburno e, in alcuni casi, anche il durame. In altre parole, i tarli Cerambicidi vanno a intaccare proprio le aree del legno che svolgono una funzione meccanica di sostegno e le loro gallerie possono proseguire per tutto lo spessore della trave, compromettendone la portanza.

Ecco perché in Primavera è molto importante saper cogliere i primi segnali di un attacco di tarli, allo stesso modo è bene diffidare dai rimedi comunemente in vendita che non garantiscono la completa disinfestazione. Solo un professionista può offrirti trattamenti antitarlo efficaci ed ecocompatibili. Soluzioni che sfruttano l’attività delle microonde, l’innalzamento della temperatura o la sottrazione di ossigeno per eliminare questi insetti in tutte le loro forme biologiche: le uniche in grado di intervenire sull’intero volume del manufatto senza danneggiarlo.